mercoledì 7 maggio 2008

Lavorate sui punti deboli


In questi giorni sto leggendo il libro "io SpA" ed ho deciso di condividere con voi questo brano per riflettere insieme e provare a fare un gioco secondo me stimolante. Come si evince nel brano è più semplice per noi cimentarci sui nostri punti di forza ed avere risultati ottimi e certi invece che buttarci in nuove avventure o fare qualcosa in cui abbiamo paura di fallire.

Il gioco è semplice e non c'è bisogno di renderlo pubblico è solo una sfida con noi stessi: scriviamo 3 nostri punti deboli ed impegnamoci a lavoaraci su per un periodo, non dimentichiamoci però di scrivere anche il termine della nostra prova per valutare le ns performance...proviamo e vediamo cosa viene fuori...magari trasformiamo un punto debole in un punto di forza...


Buona lettura e in bocca al lupo per questa sfida.

"io S.p.A." - LAVORATE SUI PUNTI DEBOLI

Provate a farvi un giro su un campo di golf da allenamento in un pomeriggio qualsiasi e potrete osservare la natura umana in piena azione. Probabilmente troverete una decina di golfisti che tirano, mediamente, molto meglio di come farebbero in gara: anzi, ognuno di loro riconoscerebbe che se riuscisse a colpire cosi bene la pallina in partita, ridurrebbe il suo handicap di almeno sette colpi. Pensano anche di avere una spiegazione, ed è che si sentono più rilassati in quel contesto che non quando c'è qualcosa in palio. Ma se li mettete su un green con una scheda segnapunti in tasca, ecco che le nocche gli diventano bianche per la tensione e la pallina va a finire dappertutto, meno che dove dovrebbe andare. Quella tensione e quell'ansia spiegano due o tre colpi sbagliati per ogni buca. La spiegazione degli altri sette o otto è semplice e sta letteralmente nelle mani dei giocatori: si esercitano sempre con la loro mazza preferita. Se un golfista se la cava meglio con il ferro sette, userà sempre quello. Ciò che accade nel golf si ripete pari pari in tutti gli altri campi della nostra vita: coltiviamo i nostri punti di forza ma ignoriamo i nostri punti deboli. Lo spreco è evidente. Infatti potete migliorare le vostre qualità solo fino ad un certo punto, ammesso che ci riusciate. E anche se ciò accade è probabile che nessuno se ne accorga, perchè i piccoli miglioramenti sono difficili da rilevare. Quello che invece gli altri notano sono i punti deboli, ragion per cui, se riuscite ad emendarli, la vostra superiorità potrà essere straordinaria e visibile a tutti. identificate i vostri punti deboli e cominciate a lavorarci sopra. Siate fieri dei vostri punti di forza, ma lavorate sui punti deboli.


"io S.p.A." di Harry Beckwith
Chiunque si guadagni il pane con la vendita sa per istinto che, oltre a vendere un prodotto, in realtà vende se stesso. Partendo da questa semplice ma fondamentale premessa, Harry Beckwith, con la moglie Christine Clifford Beckwith, offre una quantità di consigli - di marketing e di vendita - che anche il più esperto dei venditori troverà utili.
In un mondo in cui tutte le componenti del business si muovono alla velocità della luce, gli autori vi offrono dei suggerimenti straordinariamente efficaci, che vi distingueranno da tutti i vostri concorrenti.
Scorrevole e accattivante, Io, S.p.A. regala buonumore e preziose indicazioni a chi voglia chiudere con successo una trattativa di vendita, prosperare nel sempre più competitivo settore degli affari e, soprattutto, imparare a proporsi agli altri nel migliore dei modi.
Harry Beckwith, esperto di marketing e vendita, è consulente di molte società segnalate da Fortune 500. Ha ricevuto l'Effie Award, il premio più prestigioso concesso dall'American Marketing Association.

2 commenti:

zetetesformazione ha detto...

Ciao Dante.
Giusto. Mi piace. Ritengo che sia quello che ogni persona dotata di buon senso possa fare per migliorare la propria qualità di vita. L'ho segnalato anche io questo concetto senza approfondirlo come hai fatto egregiamente tu in questo post (http://zetetesnews.blogspot.com/2007/10/di-forza.html)
Certo è indispensabile avere gli attrezzi per "riparare" qualcosa che non va come dovrebbe... L'obiettivo quindi è chiaro, ma come lo si raggiunge? La domanda suonerebbe così: si può tagliare una tavola di legno con un martello? Il passo indietro di cui spesso parlo è quel passo che ti riporta nella casetta di legno, in giardino, nella quale tieni gli attrezzi che servono per divertirti nel "fai da te".
Ora:
1) abbiamo gli attrezzi?
2) sappiamo usarli?
3) ci è chiaro come riparare quello che non va?
Alla prossima
Abbi gioia
Giannicola

Dante ha detto...

grazie per il post e per gli spunti di riflesione che lasci. Dando un seguito a quanto scrivi penso che il passo successivo a quello che ho scritto è crearsi appunto la famosa "cassetta degli attrezzi" e lo si può fare solo in un modo (almeno è quello che penso io): con la FORMAZIONE continua... cosa ne pensate? ciao dante