martedì 16 maggio 2017

"FORZA E CORAGGIO" di Giacomo Sintini

In generale mi ritengo un appassionato di sport. Amo le storie di atleti, squadre allenatori, ecc. Mi piacciono le storie che possono essere adattate alla vita quotidiana e lavorativa; attraverso queste storie spesso si trova la forza e la motivazione per superare gli ostacoli della vita.
Del mondo della pallavolo però so pochissimo, i miei ricordi si fermano al tempo di Lucchetta, Zorzi, Giani, ecc. 
Grazie ad un evento organizzato da AIDP Abruzzo e Molise ho avuto il piacere di conoscere Giacomo Sintini (detto Jack), ed ascoltare attraverso il suo racconto, la sua storia...
E' la storia narrata nel libro "Forza e Coraggio", di un uomo, un atleta, un marito, un padre. 
E' la storia di chi, vivendo serenamente la propria vita, si ritrova in un "campo da gioco buio" a giocarsi la "partita della vita". Una "partita" che ha affrontato come è abituato ad affrontare tutte le partite che di solito gioca in campo, con il "gioco di squadra". 
Ed ecco il suo team: il papà medico, la moglie, la famiglia, i medici, il personale infermieristico, ed ovviamente il mondo della pallavolo che non lo ha mai abbandonato.
Non è la "semplice" storia di chi ha vinto su una terribile malattia (che poi tanto semplice non è), è la storia di chi ha saputo giocare, affidandosi al prossimo ed alla Fede in Dio; è la storia di chi è tornato alla vita, ad una nuova vita.
Buona lettura.

Scheda del libro
FORZA E CORAGGIOA trentadue anni Giacomo Sintini, detto Jack, è un campione di pallavolo. Ha vinto uno Scudetto e una medaglia d'oro agli Europei con la maglia della Nazionale. La sua carriera è in ascesa. È sposato con la donna che ama ed è da poco diventato papà. Un giorno un dolore alla schiena lo costringe a interrompere gli allenamenti. Ci vogliono mesi e decine di analisi per diagnosticargli quello che lui, ormai, immagina: "Nel buio, da solo, lo confesso a me stesso. Scandisco mentalmente la parola: tu-mo-re. È un dolore cupo, profondo. È nascosto, in un punto dove i miei occhi non possono arrivare". Un linfoma maligno, molto aggressivo. Giacomo comincia in quel momento la sua lotta: per la vita, ma anche per rimanere se stesso e non farsi rubare tutto (la serenità, i sogni) dalla malattia. La combatte con gli strumenti che gli ha dato lo sport: la capacità di fare squadra con i medici e con la famiglia e una forza e una determinazione incrollabili. Dopo un durissimo ciclo di cure e un'infezione che gli fa rischiare la vita, riesce a guarire. A lui, però, non basta: vuole tornare a giocare. "Sono circondato da amore, ma è dura. Nessuno ti dice che Lazzaro per alzarsi e camminare ci ha messo settimane, se non mesi." Con i capelli ormai quasi ricresciuti, Giacomo rientra a far parte di una delle squadre più forti al mondo, il Trentino Volley. Come nel più incredibile dei film, poco prima della finale Scudetto il palleggiatore titolare si infortuna. Tocca a Jack entrare in campo...

L'autore
GIACOMO SINTINI(Lugo di Romagna, 1979) è un pallavolista. Dai promettenti esordi nel Ravenna ha poi giocato per le squadre di serie A1 più forti in Italia e nel mondo (oltre al Trentino Volley, la Lube Macerata e la RPA Perugia). Medaglia d'oro alla Coppa Italia e alla Supercoppa italiana, alla Coppa del mondo per club e alla Coppa CEV, per due volte campione d'Italia (2006 e 2013), Sintini vanta ben settantasette presenze nella Nazionale azzurra. Nel 2013 è stato premiato come miglior palleggiatore della finale Scudetto, gara che ha consacrato il suo ritorno in campo. Ha fondato l'Associazione Giacomo Sintini, che raccoglie fondi per sostenere la ricerca medica contro leucemie e linfomi e per l'assistenza in campo oncoematologico.

lunedì 10 aprile 2017

"IL LEADER CALMO" di Carlo Ancelotti

Da diversi decenni ormai, il mondo del lavoro e delle aziende prende spunto dal mondo dello sport in quanto le dinamiche sportive si accostano bene ad alcune dinamiche aziendali soprattutto quelle legate al "teambulding" e nel commerciale le sfide ed il raggiungimento degli obiettivi; tanti altri sono i campi di applicazione. Atleti, allenatori, giornalisti, ecc vengono chiamati nelle conferenze aziendali (anche ben pagati) per dare la loro testimonianza.
Da qualche decennio anche il mondo dello sport, in particolare il calcio prende spunto dal mondo delle aziende per trovare applicazione nell'organizzazione delle società calcistiche. Ecco allora che si inizia a parlare di budget, conto economico, ristorno degli investimenti, diversificazione , addirittura quotazioni in borsa.
Una volta, in entrambi i mondi, quello calcistico e quello aziendale, si dava molta importanza al "settore giovanile", ai nuovi assunti, dando loro la giusta formazione ed il giusto tempo per assimilare: concetti e competenze nel lavoro, tecnica e gioco di squadra nel calcio. Oggi però il "tempo è denaro" e non si è più disposti ad e spettare; tutto viene accelerato, intensificato, esasperato. "Tutto e subito" è il motto di alcuni AD e presidenti delle società; si cercano manager ed allenatori capaci, in massimo due anni, a raggiungere obiettivi stabiliti dalla società o consiglio di amministrazione. Poche volte ci si riesce, il tutto però a forte scapito del gruppo, degli atleti (lavoratori) e dell'azienda (società sportiva) stessa.
In questo clima frenetico, c'è chi con il suo atteggiamento e stile calmo ha saputo farsi apprezzare e vincere più di tanti altri, un allenatore di calcio: Carlo Ancelotti.
Ho terminato da poco la lettura del suo libro "Il leader calmo", una bella lettura che mi ha consigliato il mio amico Massimo Barbieri, e che a mia volta consiglio vivamente sia a chi opera nelle aziende, sia a chi opera nello sport.
Una lettura meditativa e riflessiva proprio come nello stile di Ancelotti.
Il libro, scritto con il supporto di C.Brady e M.Forde, si divide in dieci temi principali: esperienze, la cultura, la gerarchia, il talento, il luogo di lavoro, la responsabilità, il prodotto, i dati, la crescita, i valori. Ogni argomento è accompagnato da una scheda riepilogativa "riepilogando" e la testimonianza di chi ha avuto modo di entrare in contatto con Carlo Ancelotti: giocatori, presidenti, allenatori avversari, giornalisti, ecc.
Un libro che restituisce ai due mondi, calcistico ed aziendale, la giusta visione e la giusta priorità: le Persone. Senza di esse, la loro motivazione ed il giusto allenamento non si vince, non si raggiungono gli obiettivi e non si fa business…Buona lettura. 

"Tutti abbiamo voglia di vincere, ma non tutti abbiamo voglia di preparare una vittoria" (Bill Parcells)

Il libro
IL LEADER CALMOCarlo Ancelotti è uno degli allenatori più vincenti della storia del calcio. La sua bacheca parla di uno Scudetto, due Champions League, un Mondiale per Club, due Supercoppe Uefa, una Supercoppa Italiana e una Coppa Italia con il Milan; di una Premier League con il Chelsea, una Ligue 1 con il Paris Saint-Germain, di una Liga e soprattutto della sospiratissima Décima Champions League vinta con il Real Madrid.Eppure il suo stile è sempre stato improntato all’autoironia, alla signorilità e al fair play, lontano dagli eccessi teatrali, isterici o guerreschi di molti colleghi. Ancelotti è un leader calmo e in questo libro apre le porte del suo spogliatoio per rivelarci i suoi segreti: cosa significa che il gruppo di lavoro e il club devono essere concepiti come una famiglia? Quali sono i primi passi da fare in una nuova realtà all’estero? Come si sceglie il capitano della squadra, come si gestiscono i leader carismatici e i fuoriclasse, le pressioni della dirigenza e quelle dei tifosi, i trionfi e le sconfitte? «Un leader non dovrebbe mai aver bisogno di usare il pugno di ferro. L’autorità dovrebbe essere il risultato della stima e della fiducia» sostiene Ancelotti. E di certo, con i suoi metodi, ha conquistato quella di una star globale come Cristiano Ronaldo, di un guerriero come Zlatan Ibrahimovic, di campioni come Paolo Maldini e Alessandro Nesta, di avversari come Sir Alex Ferguson e di un capo come Adriano Galliani, che intervengono nel libro per raccontare il loro Carlo. Scritto a sei mani con l’esperto di management Chris Brady e con il suo ex collaboratore Mike Forde, Il leader calmo è un memoir ricco di episodi inediti e allo stesso tempo un manuale semplice e ricco di spunti, rivolto non solo agli appassionati di calcio ma a chiunque si trovi quotidianamente a guidare o a lavorare in un gruppo.

L'autore
CARLO ANCELOTTIè nato a Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, nel 1959. Ha giocato nel Parma, nella Roma e nel Milan. Dopo essere stato viceallenatore della Nazionale italiana al fianco di Arrigo Sacchi ha allenato la Reggiana, il Parma, la Juventus, il Milan, il Chelsea, il Paris Saint-Germain e il Real Madrid. Dal 1° luglio 2016 è passato alla guida del Bayern Monaco. Condivide con Bob Paisley il record di tre Champions League vinte. Per Rizzoli ha pubblicato Preferisco la Coppa (2009), scritto con Alessandro Alciato, e Il mio Albero di Natale (2013), a cura di Giorgio Ciaschini.

domenica 5 febbraio 2017

"NETWORKING & LAVORO - Come valorizzare le relazioni professionali" di Marco Vigini

Il motto di questo libro si potrebbe riassumere in questa frase: “Non è mai troppo tardi per avere una vita professionale ricca e felice”. Infatti in un momento può accadere ciò che non si sperava potesse avvenire in una vita. La maggioranza di noi tende a guardare lontano e a cercare chissà dove le proprie felicità, anche lavorative. In realtà la vera magia è cercare in noi la scintilla che è pronta ad accendersi in ogni momento ed alimentarla anche e soprattutto attraverso le relazioni il “networking”. Se ci riflettiamo è una pratica che facciamo tutti i giorni: per fare business, trovare amici, viaggiare, ecc. A livello lavorativo il networking è utile per : fare il proprio lavoro, per avere informazioni, per farsi conoscere, per cercare lavoro. Potremmo definire il NW dicendo che è “un inesauribile impegno a costruire relazioni vere, ricche e durature”. Il segreto di un NW ottimale è prima di tutto scoprire cosa poter fare per qualcun altro. Si tratta di un atteggiamento mentale di apertura e non un atteggiamento che deve per forza portare ad una conclusione. Fare NW non si traduce in una richiesta di lavoro. Il testo si presenta come un utile strumento per tutti coloro che sono alla ricerca di nuove opportunità professionali ed avranno la possibilità di raccoglierle in modo autonomo utilizzando strategie positive del NW. Buona lettura.

SCHEDA DEL LIBRO
Il libro presenta il networking come un nuovo paradigma del mercato del lavoro grazie a una metodologia scientifi ca, rigorosa e innovativa. Il tema viene affrontato attraverso testimonianze ed esperienze sul campo, per trasmettere al lettore strumenti utili e facili da usare, in grado di rafforzare e ampliare la rete di relazioni, anche attraverso un uso consapevole e strategico di LinkedIn, che diventa il "braccio armato" del networking. Il networking trova quindi, in questo volume, la dignità di una vera e propria competenza manageriale sempre più strategica in un mercato del lavoro che sta vivendo un'evoluzione straordinariamente veloce, anche grazie alla rivoluzione digital cui stiamo assistendo.

L’AUTORE

Marco Vigini - Laurea in giurisprudenza, master in analisi transazionale e diploma di counselor. Vanta un'esperienza di oltre 21 anni nella direzione delle risorse umane.Gli ultimi 8 anni li ha sviluppati nella consulenza HR sia nella gestione del business della selezione permanente sia nello sviluppo di progetti di employability nell'ambito dello strumento del networking. Responsabile nazionale presso Orienta della business line della selezione permanente, è anche consulente presso Eupragma su tematiche riguardanti il benessere e il cambiamento organizzativo.

domenica 29 gennaio 2017

"NARCISELFIE- il narcisismo esponenziale dell'epoca digitale" di S.Greco, S.Valota

Dobbiamo proprio prenderne atto: viviamo ormai in un’epoca in cui il narcisismo
Copertina:"narciso" opera di M.Prenna
riguarda da vicino ognuno di noi. Ostentare se stessi è diventato una condizione “normale” della nostra esistenza nell’era digitale. Chi più, chi meno, certamente. Ma, con le nuove tecnologie, siamo tutti impegnati a esibirci per celebrare il nostro Ego come mai prima nella storia.

Narciselfie: un neologismo apparso di recente nel web e che simbolicamente richiama questo atteggiamento di continua spettacolarizzazione del proprio Io in chiave social e digitale.

Non soltanto persone, ma anche istituzioni e governi manifestano il loro narcisismo esponenziale. Perché Narciselfie è uno dei tratti distintivi del nostro tempo.

Questo libro ha il pregio di approfondirlo in modo sistematico, esplorandone ogni sfumatura psicologica e sociale. Giocando anche a romanzarlo con racconti brevi, per descrivere con leggerezza fatti di vita vissuta. O che potrebbero accadere domani

COMMENTO
Narciso è tornato, più bello che mai. E vive nelle persone come nelle organizzazioni. Ognuno si specchia nel suo dispositivo digitale e non può fare a meno di farsi un selfie. Essere e apparire ormai coincidono. Le facce diventano facciate. L’essere sempre connessi facilita il culto della propria immagine.

Benvenuti nel mondo del Narciselfie!

AUTORI
Stefano Greco (Roma, 1967) psicologo, saggista, consulente per lo sviluppo delle organizzazioni e formatore. Ha pubblicato con Franco Angeli Editore e la Piccola Biblioteca d’Impresa INAZ.
Silvio Valota (Milano, 1949) formatore, pittore e scrittore, con romanzi, racconti (disponibili su amazon.it) e testi manageriali (Franco Angeli Editore e San Paolo Edizioni). 

lunedì 2 gennaio 2017

"L'arte del piacere e di piacermi" di Salvatore Valenti

Leggere è abbastanza semplice, si è li come gli spettatori di un film, dove per certi versi è facile fare commenti e critiche. Differente è mettersi nei panni del protagonista del film, in questo caso l'autore del libro; soprattutto quando, l'autore in questione non è un professionista della scrittura ma un uomo come noi che si è cimentato con la scrittura di questo suo primo libro. Scrittura e meditazione che lo hanno accompagnato per sei anni.
Quando si decide di scrivere un libro ci si espone al pubblico ed al suo giudizio, e per fare questo ci vuole coraggio. Ecco perchè, appena saputo della pubblicazione mi sono complimentato con lui ancor prima di averlo letto.
Salvatore Valenti è il collega di lavoro, il vicino di casa, il compagno della squadra di calcio, insomma è una persona come tutti noi, ed è per questo che ha voluto scrivere la sua storia perché attraverso il suo racconto ognuno di noi può rivedersi e rendersi conto che certe problematiche si possono affrontare e superare.
Già perché il libro "L'arte del piacere e di piacermi" tratta di due argomenti difficili e che spaventano: mobbing e depressione.
L'autore li affronta a suo modo, guardando i problemi in faccia e con l'aiuto delle persone che da sempre lo accompagnano nella vita: la sua Famiglia.
Una storia che inizia in Sicilia e che, come spesso accade alle famiglie del meridione si sposta al nord Italia per opportunità lavorative. Per Salvatore e la sua famiglia però questa non diventa una costrizione, anzi, per sua natura di persona solare, si inserisce nel tessuto sociale della nuova città fino ad esserne parte integrante. Lavoro e soddisfazioni professionali lo gratificano fino però a trovarsi in una spirale sconosciuta e che inizialmente non è in grado di vedere e gestire, perché il suo avversario è invisibile e vigliacco: il mobbing. Per sua natura il mobbing è invisibile e difficile da provare nel mondo "reale" e questo provoca nella vittima (il termine è corretto) insicurezza e depressione che in casi più gravi porta alla morte… non per il protagonista del libro.
Tante analogie e similitudini con la mia vita, essendo l'autore un mio coetaneo ed avendo vissuto eventi professionali (nel bene e nel male) simili.
Un libro scritto volutamente in prima persona al fine di far immergere il lettore nella storia e nella vita del protagonista. Attraverso le descrizioni attente e puntuali si possono immaginare i paesaggi della Sicilia così come quelli della Lombardia.
un viaggio tra due regioni, ma anche un viaggio nei quaranta anni della sua vita  vissuta tra gioie, delusioni e l'amore…
Buona lettura a tutti e grazie Salvatore.

"…Continuo a pensare e credere che piacersi sia un'arte ed io mi piaccio per come sono e per quello che ho fatto fino ad oggi, fino ai miei primi quarant'anni… e se è vero che dopo i quarant'anni si vive una nuova vita, sono pronto!"

SCHEDA DEL LIBRO
"L'arte di piacermi"… Un titolo che esprime già da sé la mia personalità e il significato ultimo di questa mia storia di vita. Ho sempre pensato che piacersi sia il primo passo per piacere agli altri e per vivere più serenamente, affrontando con spirito combattivo le difficoltà. Credo che piacersi sia una vera e propria arte, un lavoro interiore lungo e faticoso che vale la pena di essere svolto. racconterò gioie e traguardi professionali come l'apertura della mia pizzeria, così come cadute e insuccessi. Anche se è stata dura superare le difficoltà sono fiero di poterne parlare ora con serenità, consapevole di aver lottato e di esserne uscito più forte di prima.

L'AUTORE
Salvatore Valenti - nato a Gattinara (VC) nel 1972 ed ha vissuto tutta la sua infanzia in Sicilia, a Caronia (ME) fino ai 23 anni quando si è trasferito a Cologno Monzese (MI) dove vive attualmente. Da oltre venti anni lavora nel campo della ristorazione e tra gli hobbies c'è la scrittura. "L'arte di piacermi" è il suo primo libro. 

domenica 25 dicembre 2016

"Se mi vuoi bene" di Fausto Brizzi

Spesso usiamo questo paragone: la vita è come una strada. Ed è così, quando percorriamo una strada può capitare di trovare strade strette o larghe, curve e dossi, salite e…discese; a volte così ripide e lunghe che è impossibile vedere la fine. Ed è proprio in queste discese della vita che spesso ci si perde e si si vaga senza trovare il punto di svolta che ci indirizza verso percorsi più regolari e sereni.
La storia di Diego Anastasi, protagonista del libro "Se mi vuoi bene" è una di quelle storie che non ti aspetti. Avvocato affermato e con una vita abbastanza regolare si ritrova a sua insaputa a percorrere una "discesa" che lo condurrà ad essere vittima di una malattia invisibile chiamata "depressione" .
Certo un libro che tratta il tema della depressione può sembrare un libro pesante e triste, non è così. la storia di Diego ci farà riflettere ma a tratti sorridere e commuoverci. Accanto a lui diversi personaggi della sua vita: famiglia, genitori, vecchi amici e soprattutto nuove conoscenze.
In molti tratti l'autore riprende nomi e ambientazioni narrate nel libro "Cento giorni di felicità" come per esempio "Il negozio delle Chiacchiere" un luogo magico che sarebbe bello realizzare anche nella realtà.
Un libro, una storia che ci lascia un messaggio importante e profondo: per quanto lunga e buia sia la notte, alla fine sorge sempre il sole… Buona lettura

"...Non conta voler bene alle persone, conta far loro del bene. L'atavica e risaputa differenza tra il dire e il fare non è solo proverbiale. Fare del bene è l'unico motivo per cui siamo stati mandati su questo pianeta. Esistono uomini che fanno del bene, altri che fanno del male, altri ancora che non fanno niente. Forse non zare d'accordo, ma io ritengo che questi ultimi i più pericolosi e inutili. Non fare niente è una colpa gravissima. Non a caso l'accidia, cioè l'indolenza nell'operare, è uno dei sette peccati capitali".

SCHEDA DEL LIBRO
"SE MI VUOI BENE" (ed Einaudi)Esiste una sottile ma fondamentale differenza tra «voler bene» e «fare del bene». Purtroppo Diego Anastasi se ne accorge soltanto quando ha quasi quarantasei anni, un matrimonio alle spalle e una depressione nuova di zecca in corso. Scopre infatti che tutte le persone che ama non hanno tempo per lui e per le sue paure. E capisce che nemmeno lui si è mai davvero occupato di loro. Nel tentativo di uscire dalla palude emotiva in cui è precipitato decide quindi di adoperarsi in modo attivo per i suoi cari. Il risultato è inevitabile: con la precisione di un cecchino distrugge l'esistenza di ognuno di loro. O forse no.

L'AUTORE
FAUSTO BRIZZI -Roma, 1968) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Con il suo film d'esordio Notte prima degli esami ha vinto il David di Donatello e il Nastro d'Argento. Tra le altre sue opere: Ex, Maschi contro femmine, Com'è bello far l'amore, Pazze di me. Cento giorni di felicità (Einaudi Stile Libero 2013) è il suo primo romanzo, e sarà tradotto in Stati Uniti, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna, Brasile, Israele, Repubblica Ceca, Slovacchia, Serbia, Turchia, Australia.

domenica 11 settembre 2016

"Ho osato vincere" di Francesco Moser e Davide Mosca

Non sono mai stato un appassionato di ciclismo, ma ho sempre seguito due grandi ciclisti: Marco Pantani e Francesco Moser. Il ricordo di oggi è dedicato a Francesco Moser, il campione del record dell'ora (anno 1984). Campione che ho visto correre dal vivo una sola volta tanti anni fa ma che ricordo ancora bene: la gara si disputava al velodromo Vigorelli di Milano e la scuola aveva organizzato un pullman per andare a vedere l'evento (avrò avuto 9 anni), una vera celebrazione del campione, con tanto di gadget e poster (che per diverso tempo è stato appeso nella mia cameretta). La seconda volta, invece, grazie ad una riunione aziendale (febbraio 2016), abbiamo fatto visita alla sua azienda vinicola ed al suo "museo" www.cantinemoser.com a Trento. E proprio li, nella sua terra, nella sua casa, l'Uomo Francesco, tra un bicchiere di buon vino, ha raccontato in compagnia dei suoi figli, le gesta del Campione Moser. Inutile dire, che tutti noi siamo stati travolti dai suoi racconti, dalle sue gesta ed imprese, raccontate con tutta la passione e la semplicità di chi le ha vissute e le vive ancora nel suo cuore, passeggiando nel suo museo tra cimeli, trofei, biciclette…"passeggiando tra i suoi ricordi…"
Proprio in quella occasione ho comprato il libro "Ho osato vincere" scritto a quattro mani da Francesco Moser e Dario Mosca; un libro che ho letto con passione e trasporto. La storia di Moser va in parallelo ad un pezzo delle storia d'Italia, perché lui come tanti altri sportivi ne ha fatto parte, era un punto di riferimento di tanti italiani; tanti tifosi sparsi in Italia e nel mondo che lui rispettava profondamente: "Il vero ciclismo è il pubblico, a cui va tutto il nostro rispetto. E l'unico modo per rispettarlo è lottare fino allo stremo delle forze. Saranno anche trascorsi secoli e cambiati i nomi, ma questo siamo: gladiatori".
Un corridore, uno sportivo, un romantico, un uomo, che nonostante il trascorrere del tempo ha ancora in se la fiamma agonistica del campione. Buona lettura.

"Ho vinto spesso, qualche volta ho perso, non ho mai partecipato" (F.Moser)

Scheda del libro
HO OSATO VINCERE (ed Mondadori)«Cadi nove volte, rialzati dieci.» Francesco Moser in bicicletta è stato un numero uno, vincendo più di ogni altro ciclista italiano. Ma tutti i suoi grandi successi – dal Mondiale su pista del 1976 a quello su strada del 1977, dalle tre Parigi-Roubaix inanellate di seguito fra il 1978 e il 1980 alla vittoria al Giro d'Italia del 1984 – sono nati dalla tenacia con cui si è saputo risollevare dopo le sconfitte, rimontando ogni volta in sella deciso a dare battaglia, senza mai risparmiarsi sui pedali. Così Moser è diventato uno degli sportivi più amati di ogni tempo, fino alla consacrazione del record dell'ora, il primato stabilito a Città del Messico nel 1984 a trentatré anni, quando erano in molti a considerarlo ormai sul viale del tramonto. Del resto lui è sempre stato l'uomo dei primati. Non solo per i tre record dell'ora – in altura, al livello del mare e al coperto – ma perché fu un innovatore su tutti i fronti, proiettando il ciclismo di quegli anni nel futuro: fu il primo a usare le ruote lenticolari, a indossare gli occhiali antivento, a sperimentare nuovi metodi d'allenamento, tutti dettagli che poi gli altri corridori copiarono. Dopo Coppi e Bartali, nessuno come lui ha saputo raccogliere intorno a sé l'affetto di tifosi e appassionati, che si rispecchiavano nel ciclista fiero e dalla pedalata potente, poco avvezzo a strategie e giochi di squadra, sempre pronto a spingere e ad attaccare per arrivare, semplicemente, davanti a tutti. Con la schiettezza che l'ha reso celebre, in queste pagine Moser ripercorre in prima persona la propria epopea sportiva, dall'infanzia contadina nella sua Palù di Giovo, in Trentino, ai record messicani, dai duelli con Merckx alla rivalità con Saronni, dalle infernali classiche del Nord ai Giri d'Italia, dalle brucianti sconfitte alle incredibili vittorie. Una carriera ineguagliata, e insieme il grande romanzo popolare di un eroe che ha saputo conquistare un posto nell'immaginario collettivo.

L'autore
FRANCESCO MOSERè l'italiano che vanta il maggior numero di vittorie nella storia del ciclismo. Tra i suoi innumerevoli trionfi ci sono il Giro d'Italia e alcune delle classiche più importanti, come la Milano-Sanremo, la Freccia Vallone, il Giro di Lombardia e la Parigi-Roubaix, vinta per tre volte consecutive. Campione del mondo su strada e nell'inseguimento su pista, nel 1984 a Città del Messico stabilì il record dell'ora, battendo quello precedente di Eddy Merckx, e ottenendo poi anche il primato nel 1986 a Milano al livello del mare e nel 1988 a Stoccarda al coperto.