sabato 14 giugno 2008

"Il Gladiatore"



Non poteva mancare nel mio blog un post dedicato ad uno dei miei film preferiti: "IL GLADIATORE". Quello che mi affascina sicuramente non è la storicità ma la figura del protagoniosta il generale Massimo X Meridio, mi affascina la sua leadership, la capacità di averla e conquistarla in ogni contesto: da generale, da schiavo, da gladiatore. Oltre a tanti aspetti della sua figura emblematiche due frasi: una che riporto di seguito quando il "generale" incitava i suoi commilitoni prima di una battaglia; l'altra "Forza e Onore" che tengo sempre in mente quotidianamente quando gestisco la mia vita.

Ma quale significato hanno per me queste due parole?

La Forza è quel "principio/valore" interno che mi spinge a dare il massimo in ogni aspetto della vita professionale e personale soprattutto quando attraverso momenti difficili. La Forza mi è data anche dall'esempio di persone care che sono state e sono ancora guida dei miei passi. La Forza è anche la mano poggiata sulla spalla da Dio quale guida sul mio cammino.

"Il termine Onore è usato ad indicare un sentimento che comprende la reputazione, l'autopercezione o l'identità morale di un individuo o di un gruppo. In generale, poste di comune condivisione talune regole comportamentali nell'ambiente di riferimento, l'onore corrisponde al diritto di rispetto da parte degli altri come conseguenza premiale del contemporaneo dovere di rispetto degli altri. Nel concetto di rispetto sono da includersi anche regole che impongono l'obbligatorietà del sacrificio in presenza di determinate situazioni di difficoltà proprie od altrui."

Nel mio caso indica il rispetto che devo avere per me stesso, per i miei valori, per la mia reputazione, per la mia famiglia e per il ricordo che voglio lasciare di me. E' per questo che ho voluto tatuarmi con simboli kanji (degli antichi samurai) queste due parole che per me hanno un significato cosi profondo.

Frase celebre del film:
"A tre settimane da oggi io mieterò il mio raccolto. Immaginate dove vorrete essere, perché così sarà. Serrate i ranghi, seguitemi. Se vi ritroverete soli a camminare su fresche praterie con il sole sulla faccia, non preoccupatevi troppo, perché vi troverete nei campi Elisi e sarete già morti! Fratelli...ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità!"

TRAMA DEL FILM: Dopo una vittoria contro i Britanni l'imperatore Marco Aurelio (Harris), che disprezza il figlio Commodo (Phoenix), decide che il suo successore sarà il generale Massimo (Crowe), uomo straordinario, amato da tutti. Ma Commodo uccide il padre e ordina la morte del generale e della sua famiglia. Massimo fugge in Africa, diventa gladiatore, torna a Roma dove si fa riconoscere. Diventa l'eroe del Colosseo, idolatrato dal popolo. Tanto che lo stesso Commodo non può farlo uccidere. Lo sfida a un duello nell'arena, dopo averlo vigliaccamente ferito. Massimo uccide finalmente l'orrendo imperatore.

8 commenti:

zetetesformazione ha detto...

"Fratelli...ciò che facciamo in vita, riecheggia nell'eternità!"
Si può leggere: "signore e signori, imparate e sforzatevi di vivere pienamente la vostra esistenza anche se non lo saprà nessuno?"
Ognuno come può
Abbi gioia
Giannicola

Dante ha detto...

Carissimo Giannicola se vogliamo tradurlo possiamo dire usando quello che hai scritto:"Signore e Signori, imparate e sforzatevi di vivere pienamente la vostra esistenza perchè ciò che fate è importante per voi e per chi vi seguirà"
che ne pensi?

zetetesformazione ha detto...

Sì, posso accordarmi con la tua aggiunta ma, come sai, sono un sostenitore del fare fine a te stesso e del credere e del fare chiarezza intanto interiormente perchè tutto parte da te (e non potrebbe essere diversamente), se poi ci sono i "discepoli"... è una conseguenza del fatto che tu abbia operato le scelte giuste per te e che sia andato oltre te stesso interessando anche gli altri.
Ma se non si verificasse questo proselitismo, ne saresti deluso?
Qui c'è la chiave del discorso!
Ecco perché sostengo: "anche se non lo saprà nessuno"!
"Poiesis" è letteralmente "fare fine a se stesso" e se nella vita vuoi scrivere la tua personale pagina di poesia, a te stesso devi rivolgerti. La vita è individualità, la vita è pericolo, la vita è accettazione, la vita è opportunità, ecc... ma il fondamento che lega tutto in un unico sistema è un "sano", un "naturale" egoismo...
Ognuno come può.
Abbi gioia
Giannicola

Dante ha detto...

condivido il fatto che la vita sia individualità e che ciascuno la rende unica e speciale, ma secondo me esistono altri componenti come condivisione, convivenza che rendono la vita una comunione di individui che si evolvono insieme rispettando le proprie indivualità.
ciao dante

Giancarlo ha detto...

Anch'io sono affascinato dalla figura di Massimo X Meridio e della sua leadership.
Da quanto scrivi posso pensare che rispetto ai concetti di "Forza e Onore" la pensiamo più o meno allo stesso modo.
E così anche qualcun'altro.
E' così per tutti?
"Forza e Onore" hanno lo stesso significato per tutti?
Riina e Provenzano ecc. sono convinti anche loro di avere "Forza e Onore"?
Ovviamente a modo loro.
Anche loro hanno dei valori.
Sono anche i nostri?
Quanto conta il significato che ognuno di noi dà a questi concetti?

Ciao
Giancarlo

Dante ha detto...

prendo spunto dall'ultimo post di giancarlo per mostrarvi di seguito un post che ho scritto su un forum qualche tempo fa quando uscì in televisione la fiction "il capo dei capi"

"Quando il leader è un esempio negativo"
Cosa succede quando un leader trasmette valori negativi? Prendo spunto dall fiction andata in onda su canale 5 "il capo dei capi". tutti conosciamo totò riina e la sua fama di sanguinario, ma quanti di noi conoscevano veramente la sua storia? ho provato a seguire la fiction con un'altra ottica, vedendo ilpersonaggio per quello che era "il leader di un'organizzazione" che sapeva gestire e comunicare e capovolgere le situazioni, alcuni penseranno "uccideva chi gli si metteva contro...", giusta osservazione.
Proviamo a cambiare prospettiva ed immaginare il ns protagonista all'interno di un'azienda, come si comporterebbe? quanti personaggi simili si incontrano nelle aziende, che "uccidono" colleghi e subalterni eppure sono visti come dei leader (oppure vengono seguiti per terrore???)
spero di aver stuzzicato il vs essere critici.
aspetto vs commenti
dante

Giancarlo ha detto...

E io ti chiedo:
quando un leader é un esempio?
E quando é un esempio negativo?
E certe persone sono davvero dei leader?
Dipende dal significato che si dà alle parole.
Nel tuo articolo TU definisci in modo preciso i tuoi concetti di "Forza" e "Onore". Ok. Bene.
"Il capo dei capi" probabilmente ha anche dei suoi concetti di "Forza e Onore".
Sono gli stessi tuoi?
Chi in azienda si comporta come un "capo dei capi" ha questi valori?
E chi li segue SA che cosa è un leader? Oppure non lo sa?
O magari lo SA ma gli conviene seguire questi leader "negativi"?

Ciao
Giancarlo

Dante ha detto...

Sicuramente c'è da fare qualche precisazione, un "leader" è colui che guida e stimola le persone al raggiungimento degli obiettivi personali e professionali, un "leader negativo" lo possiamo anche definire un "tiranno" che obbliga gli altri ad operare come vuole lui quindi la parola STIMOLO viene sostituita con quella di TIMORE. Ovviamente i valori sono diversi...
ciao dante