giovedì 19 giugno 2008

"A" come "Ascoltare"


In un precedente post avevo posto l'attenzione alla parola Comunicazione dando un accenno all'importanza dell'Ascolto. Quale significato ha la parola "ASCOLTO"?...La parola ascolto nasce in italiano come derivato del verbo ascoltare, che proviene a sua volta dal latino auscultare, cioè sentire con l’orecchio. Il significato tradizionale del termine ascolto è appunto quello che indica in genere l’azione e il risultato dell’ascoltare ed è fortemente legato al concetto di attenzione.

"Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri,
ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi."

Wen Tzu, testo classico taoista

"Quando l'orecchio si affina diventa un occhio."

Rumi, poeta e mistico persiano del XIII secolo


Ma cosa vuol dire ASCOLTARE? E cosa vuol dire "Ascolto Attivo"?

L'ascolto attivo si basa sull'empatia e sull'accettazione. Esso si fonda sulla creazione di un rapporto positivo, caratterizzato da ''un clima in cui una persona possa sentirsi empaticamente compresa'' e, comunque, non giudicata.

Quando si pratica l'ascolto attivo, invece di porsi con atteggiamenti che tradizionalmente vengono considerati da ''buon osservatore'', ossia, come persone impassibili, ''neutrali'', sicure di sé, incuranti delle proprie emozioni e tese a nascondere e ignorare le proprie reazioni a quanto si ascolta, è più opportuno rendersi disponibili anche a comprendere realmente ciò che l'altro sta dicendo, mettendo anche in luce possibili difficoltà di comprensione. In questo modo è possibile stabilire rapporti di riconoscimento, rispetto e apprendimento reciproco. Per diventare ''attivo'', l'ascolto deve essere aperto e disponibile non solo verso l'altro e quello che dice, ma anche verso se stessi, per ascoltare le proprie reazioni, per essere consapevoli dei limiti del proprio punto di vista e per accettare il non sapere e la difficoltà di non capire.

Un modello molto efficace per comprendere la differenza fra ascolto passivo e ascolto attivo è offerto dalla buona comunicazione interculturale in situazioni concrete e contingenti (Sclavi, 2000a e 2000b) in quanto rende più facilmente evidenziabile che ''uno stesso comportamento'' può avere significati antitetici e al tempo stesso assolutamente legittimi a seconda del contesto culturale in cui è inserito.

Per esempio il ''non guardare negli occhi una persona anziana e autorevole'' in un contesto culturale può essere segno di rispetto, mentre in un altro, segno di mancanza di rispetto.

I malintesi, l'irritazione, l'imbarazzo, la diffidenza in questi casi non sono risolvibili in termini di comportamenti ''giusti o sbagliati'', ma cercando di capire l'esperienza dell'altro, il che implica accogliere come importanti, aspetti che siamo abituati a considerare trascurabili o addirittura che prima non abbiamo mai preso in considerazione.

Le ''Sette Regole dell'Arte di Ascoltare'' (Sclavi,2000)

1) Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni.
Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
2) Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista.
Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
3) Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
4) Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali se sai comprendere il loro linguaggio.
Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
5) Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili.
I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti,perché incongruenti con le proprie certezze.
6) Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione interpersonale.
Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
7) Per divenire esperto nell'arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica.
Ma quando hai imparato ad ascoltare, l'umorismo viene da sè.

6 commenti:

Maria Rita ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Maria Rita ha detto...

Dopo aver maldestramente cestinato un commento e dopo aver più volte provato a postarne un altro, eccomi nuovamente a scrivere nella speranza che, questa volta, i miei complimenti giungano a destinazione. Ho apprezzato sia la gestione del blog che l'analisi di questo concetto tanto caro alla psicologia.

Buona*notte

Dante ha detto...

grazie mille per il commento, in realtà avevo letto anche il primo e mi ero sorpreso della eliminazione.
Tornando al post sicuramente non bastano poche righe per analizzare l'ascolto penso che sia un argomento profondo ed in continua evoluzione che è diverso da individuo ad individuo ma la cosa bella è appunto "l'interazione tra individui" (scusate il gioco di parole)
Dante

zetetesformazione ha detto...

Resto in "ascolto"...
Abbiate gioia, Dante e Maria Rita.
Giannicola

cri ha detto...

non si ascolta solo con le orecchie... anch'io l'ho sempre sostenuto ma senza studi psicologici. vuol dire che ho un futuro nel campo? :)ciao dante!

Giancarlo ha detto...

Concordo su tutto e mi piacerebbe aggiungere qualcosa.
Ascoltare una persona può essere difficile e può essere facile. Lo possiamo notare in noi stessi, lo possiamo notare negli altri e lo possiamo fare nella vita di tutti i giorni in ogni momento.
E' importante chiedersi: "Ci interessa veramente?"
Se ci interessa veramente possiamo decidere di passare dalla ...."intenzione/voglia/desiderio"....all'AZIONE:
"ASCOLTARE" gli altri veramente, da adesso!
Chiunque!
Ascoltare non solo con le orecchie (qualcuno non usa neanche quelle) ma con tutto il corpo e sopratutto con il CUORE.
Il nostro cuore capirà se stiamo ascoltando veramente e/o ci stanno ascoltando veramente.
Ascoltare con attenzione.
Senza fare chissà quali studi ma semplicemente mettendoci la volontà, la curiosità di capire "l'altro", interessandosi veramente all'altro con il suo "mondo" (così diverso dal nostro).
Infine un ingrediente che aiuta senz'altro moltissimo é: l'Amore.
I bei pensieri sono una bella cosa. Ancor più bello é trasformare i bei pensieri in Realtà.
Ognuno come può.
Ciao
Giancarlo