venerdì 7 settembre 2012

"Fai dei bei sogni" di Massimo Gramellini

Da un paio di giorni ho terminato la lettura del libro "Fai dei bei sogni" di Massimo Gramellini e sto riflettendo su cosa mi ha lasciato questa lettura. Riflessioni che mi fa piacere condividere in questo blog. 
Ritengo, che ogni libro ha una chiave di lettura strettamente personale ed il lettore ci si rivede se ha vissuto direttamente le vicende narrate. Quando mi trovo a leggere libri che trattano queste tematiche ovviamente sono più sensibile, avendo perso (per cause naturali) entrambi i genitori.

PERDERE un genitore è sempre un trauma, a qualsiasi età, in quanto c'è una rottura nel "cordone ombellicale" che ci lega. Attenzione, ho usato volutamente la parola "perdere" in quanto un genitore possiamo perderlo per diversi motivi.
Possiamo perdere un genitore (o entrambi) per cause naturali: il decesso, che provoca un trauma importante nella vita di ciascuno di noi; poco importa il come avviene, la cosa importante e sconvolgente è che il genitore, punto di riferimento della nostra vita, non è più con noi e ci ritroviamo "soli" ad affrontare il mondo. 
E' differente però l'impatto che ha questa perdita (naturale) se ci viene a mancare da bambini o da adulti. 
Un figlio adulto "accetta" (o almeno ci prova) la perdita di un genitore come una componente della vita, anche se per un figlio il genitore non ha un'età anagrafica come gli altri, e per un genitore il proprio figlio rimane a qualsiasi età il proprio "bambino/a".
Per un bambino, invece, è più difficile accettarlo e capire il perchè sia accaduto "proprio a lui/lei". Spesso, un bambino non capisce (o non gli fanno capire) le dinamiche che hanno portato alla morte della sua mamma o del suo papà, sente solo un grande vuoto nella sua vita, impossibile da colmare. Come avviene per il protagonista di questo libro, nel corso della sua vita si porrà tante domande alle quali solo lui "proverà" a dare delle risposte, ad interpretare alcune scene, alcuni ricordi, alcuni racconti e difficilmente avrà un quadro reale di cosa sia successo; cercherà di esorcizzare questo dolore in tutti i modi continuando a ricercare nel suo quotidiano ogni cosa che possa ricordargli/le il suo papà o la sua mamma.
Precedentemente ho usato la parola "perdere un genitore" volutamente in quanto la perdita causa un trauma sul figlio/i. 
Un figlio/a può PERDERE un genitore a causa di un divorzio nel quale come spesso accade ci si allontana, si può perdere un genitore per abbandono della famiglia (qui non voglio giudicare nessuno per le scelte fatte), si può perdere un  genitore perchè si è abbandonati in un orfanotrofio o non riconosciuti come figli naturali, ecc.
Questa "perdita", penso, sia ancora più difficile da accettare e le domande che ci si pone sono molteplici, con la differenza (rispetto alla morte naturale di un genitore) che in questo caso si potrebbero avere delle risposte dirette dall'interessato/a... ma comunque non si avranno mai...

Mentre si legge il libro "Fai dei bei sogni" piano piano si scava un solco nell'anima del lettore che ne viene catturato ed attratto. Un libro dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa o qualcuno... Grazie alla scrittura semplice, scorrevole e coinvolgente ci si troverà a provare le emozioni che del protagonista: rabbia, solitudine, varie controversie personali e di personalità, serenità e maturità. Un libro che fa riflettere sul senso della vita e sul valore dei nostri genitori... e per i genitori riscoprire il valore dei figli... Buona lettura!

"Preferiamo ignorarla, la verità. Per non soffrire. Per non guarire. Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: completamente vivi".

FAI DEI BEI SOGNI (Massimo Gramellini - ed Longanesi) - è la storia di un segreto celato in una busta per quarant'anni. La storia di un bambino, e poi di un adulto , che imparerà ad affrontare il dolore più grande, la perdita della mamma, e il mostro più insidioso: il timore di vivere.
"Fai dei bei sogni" è dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa. Un amore, un lavoro, un tesoro. E rifiutandosi di accettare la realtà, finiscono per smarrire se stessi. Come il protagonista di questo romanzo. Uno che cammina sulle punte dei piedi e a testa bassa perchè il cielo lo spaventa e anche la terra. "Fai bei sogni" è soprattutto un libro sulla verità e sulla paura di conoscerla. Immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.
Massimo Gramellini ha raccolto gli slanci e le ferite di una vita priva del suo appiglio più solido. Una lotta incessante contro la solitudine, l'inadeguatezza e il senso di abbandono, raccontata con passione e delicata ironia. Il sofferto traguardo sarà la conquista dell'amore e di un'esistenza piena e autentica, che consentirà finalmente al protagonista di tenere i piedi per terra senza smettere di alzare gli occhi al cielo.  

5 commenti:

Anonimo ha detto...

L'ho letto più di una volta qualche mese fa.. Come te, anch'io sono estremamente sensibile all'argomento della perdita e diciamo che avendo vissuto 4anni in collegio a contatto diretto e costante con bambini segnati dalla perdita sono abbastanza esperta... Sinceramente il libro non l'ho messo sullo scaffale preferito ma c'è un dato importante da evidenziare nella vita del protagonista: questo bambino si sveglia una mattina e non trova la mamma e nessuno si prende la "responsabilità" di dirgli la verità con tutte le migliori intenzioni; ma così facendo come spesso accade, gli adulti responsabili di lui lasciano che Massimo instilli in se stesso il senso di colpa per questa perdita che si attenua un poco quando legge 40anni dopo l'articolo che descrive il fatto. Be' questo succede a tutte le vittime di una perdita della quale si accollano la colpa... Se la loro vota va bene loro devono in qualche modo punirsi e mandare a rotoli tutto. Quando ho letto il finale del libro mi sono chiesta perché un articolo conservato 40anni ha sradicato un senso di colpa altrettanto vecchio?
Albus Silente ha risposto a questa domanda: "deve capire! Capire è il primo passo per accettare e solo accettando si può guarire!" cit. Ciao Sara

Anonimo ha detto...

Non sapevo che avessi perso entrambe i genitori. Pero' adesso ho un motivo in piu' per capire la tua sensibilita', per comprendere come mai sei sempre molto attento alle sofferenze degli altri, per realizzare perche' dedichi molto tempo a condividere le tue esperienze quotidiane nel blog. Io sono stato piu' fortunato di te, ho ancora un genitore in vita anche se non e' stato facile superare la perdita di mia madre quando avevo 20 anni (ammesso che l'abbia mai superata davvero) e quindi non ero bambino ma non mi sentivo nemmeno adulto...
Mi fa sempre molto piacere leggere il tuo blog e ti voglio ringraziare per avermi dato l'opportunita' di "esorcizzare" un po' il dolore che mi porto dentro con questa scomparsa.
Continua cosi', continua a scrivere queste note, perche' si vede che ci metti tutto il tuo entusiasmo e come diceva Hegel...
"nel mondo nulla di grande e' stato fatto senza passione"
e quindi, senza rendertene conto, farai cose grandi!
Ciao.

Dante ha detto...

Carissimo "Anonimo"
grazie per il tuo contributo ed il tuo ricordo. Grazie per le belle parole che mi dedichi.
Nel mio piccolo, come ho scritto diverse volte, cerco di utilizzare questo mio blog come un diario segreto a cui confidare le confidenze più intime che certe volte a parole è più difficile, non tanto per pronunciarle, quanto per farle recepire
a presto
dante

Loredana Cavallo ha detto...

E' un libro sbalorditivo, denso di tutto: di vita, di verità, di sentimento, di dolore e di passione, pur nella semplicità di quello che racconta e, soprattutto, di come lo racconta.
in pochi giorni ho riletto lo stesso due volte mi sono soffermata spesso analizzando ogni frase ... è un libro che ha riaperto ferite, che pensavo superate... invece ... le avevo solo tamponate. Adesso come Massimo dopo una verità celata per 40 anni si può spiccare il volo, perché conoscere la verità permette di “lavare via il dolore col sapone del perdono”. bellissimo blog Dante complimenti un abbraccio e a presto. Loredana

Dante ha detto...

nei libri ritroviamo alcune volte parte della nostra vita e magari rivivendo alcuni passaggi possiamo superare momenti difficili. grazie :)