martedì 20 settembre 2011

"Il curioso caso di Benjamin Button"


Proprio oggi, casualmente ho rivisto un film che ogni volta che lo rivedo mi suscita nuove emozioni "Lo strano caso di Benjamin Button". So che è una storia inventata, ma è molto coinvolgente e molto toccante. Vedendolo oggi mi sono ricordato del post scritto qualche giorno fa "Abbattere il pregiudizio" che ha suscitato tanti commenti. Anche in questo caso il protagonista, perchè affetto di una patologia rara era già stato giudicato e condannato alla nascita da persone abituate a ragionare e vedere le cose nello stesso schema. Bello è vedere come le storie dei due protagonisti si intrecciano nelle varie fasi della vita e di come queste dopo un certo punto procedano in sensi opposti: una verso la vecchiaia del corpo, l'altro verso un "finto ringiovanimento". Molto toccanti le ultime scene del film. Non aggiungo altro vi lascio consigliandovi la visione. Se lo avete visto, cosa ne pensate?

Frase celebre:
"Per quello che vale non è mai troppo tardi, o nel mio caso troppo presto, per essere quello che vuoi essere non c'è limite di tempo, comincia quando vuoi; puoi cambiare o rimanere come sei, non esiste una regola in questo.. possiamo vivere ogni cosa al meglio o al peggio, spero che tu viva tutto al meglio, spero che tu possa vedere cose sorprendenti, spero che tu possa avere emozioni sempre nuove, spero che tu possa incontrare gente con punti di vista diversi, spero che tu possa essere orgogliosa della tua vita, e se ti accorgi di non esserlo, spero che tu trovi la forza di ricominciare da zero."

TRAMA (tratto da: mymovies.it) Benjamin Button nasce il giorno della fine della prima guerra mondiale, è un bimbo in fasce ma ha la salute di un novantenne: artrite, cataratta, sordità. Dovrebbe morire il giorno dopo e invece più passa il tempo più ringiovanisce. La sua è una vita al contrario che attraversa il Novecento americano sempre alla ricerca del primo e unico amore, una donna molto più emancipata, libera e in linea con il suo tempo di lui. L'unico momento in cui si potranno trovare sarà all'incrociarsi delle loro età: "Mi amerai ancora quando sarò vecchia?", chiede lei. "E tu mi amerai ancora quando avrò l'acne?" risponde lui. Fincher sceglie di narrare una storia con un espediente classico: a partire dalla modernità, attraverso le memorie di un diario letto alla protagonista ormai anziana e in punto di morte. Fotografa tutto virando verso il seppia e opta per la calligrafia spinta, cosa che ovatta il racconto con l'indulgenza e il fascino di cui sono dotati i ricordi. Il risultato è un'agiografia del passato che vince sul presente (New Orleans ieri e oggi con Katrina alle porte), una prospettiva a ritroso indulgente e favolistica sugli Stati Uniti che non affronta nessun tema davvero e che, cosa bene più grave, manca di emozionare con sincerità.
Benjamin Button ringiovanisce invece di invecchiare ma questo non ha nessun effetto sulla trama nè tantomeno serve a dare una visione particolare degli eventi in cui è coinvolto o della società in cui è inserito, come avveniva invece con la stupidità di Forrest Gump (il paragone inaffrontabile con l'opera di Zemeckis sorge spontaneo data la sostanziale identità della struttura della storia).
Il curioso caso di Benjamin Button sembra chiedersi unicamente "Come si comporterebbe un vecchio con la testa di un bambino? E come un giovane con l'esperienza di un vecchio?", tentando di conseguenza una riflessione sulla morte e sulle possibilità di sfruttare al massimo la propria vita. "Non sai mai cosa c'è in serbo per te" ripete a Benjamin la madre adottiva, evitando accuratamente di citare scatole di cioccolatini.
Gigantesco il lavoro fatto sull'invecchiamento e il ringiovanimento digitali di Brad Pitt, entrambi ottenuti sperimentando una tecnica innovativa di motion capture. Il risultato è evidente: in ogni caso il personaggio è sempre lui, Brad Pitt, anche quando gli somiglia veramente poco. Meno celebrata invece Cate Blanchett che, invecchiata e ringiovanita anch'essa per esigenze di copione, supplisce alla frequente mancanza di digitale con la solita prestazione fuori da ogni ordinarietà.

1 commento:

sara cadarn ha detto...

un film davvero stupendo con dei forti messaggi sul valore delle persone e della vita nel suo insieme, mi piace spesso rivederlo ( ho il dvd) perchè funziona come una sorta di promemoria, a non lasciare nulla e nessuno al caso ma di curare ogni aspetto della vita che pur essendo abbastanza lunga è comunque unica...