giovedì 16 luglio 2009

"La fortuna non esiste" - Mario Calabresi








Qualche settimana fa, durante la trasmissione televisiva condotta da Daria Bignardi, "L'era glaciale" ho assistito alla presentazione/intervita all'autore Mario Calabresi. la presentazione mi ha entusiasmato, mi hanno incuriosito le storie che si narravano e soprattuto la tematica trattata "Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi". Sarebbe bello condividere con voi alcune storie del libro ma serebbe lunghissimo trascriverle (mai dire mai...), nel frattempo però voglio condividerlo con voi, chissà magari d'estate qualcuno ha voglia di leggerlo. Buona lettura e fatemi sapere cosa ne pensate.

"La Fortuna non esiste" - Mario Calabresi
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Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.» Come si esce da una crisi, come si supera una perdita, un insuccesso, un fallimento? C'è chi ha avuto la forza di rimettersi in piedi dopo che l'azienda in cui lavorava ha chiuso, chi ha rifiutato di arrendersi dopo che la recessione lo aveva costretto a vendere la casa in cui viveva e a partire per chissà dove, chi ha ritrovato la forza di andare avanti dopo che un lutto sembrava avergli tolto una ragione per vivere. Due anni in viaggio attraverso l'America, trentasei Stati, l'elezione presidenziale più emozionante che si ricordi e tante vite di gente comune. Ma al centro di tutto questo per Mario Calabresi c'è una sola domanda: che cosa accade nel cuore di chi cade e trova la forza di rialzarsi? Magari con fatica, con dolore, ma con tenacia incrollabile e soprattutto senza aspettare la fortuna? Qual è il segreto di una nazione e della sua gente, capace da sempre ' ma oggi più che mai ' di reinventarsi da zero, di darsi una seconda chance, di eleggere un presidente nero contro ogni previsione, di rimettersi in cammino anche dopo che la più grave recessione del dopoguerra ha travolto la vita di milioni di persone? Mario Calabresi ci emoziona con un racconto di vita in prima persona, una storia fatta di storie vere, storie di persone incontrate in una lunga traversata degli Stati Uniti alla ricerca di chi ha saputo nascere due volte. Un viaggio al centro della domanda che tutti prima o poi ci siamo posti: che cosa succede quando cadi? E poi, come fai a rialzarti?
Indice:
- Il raccolto arriverà
- Una scatola di matite
- Il bufalo bianco
- Il mondo della sabbia
- I due compleanni di Tammy
- le cinque vite di Mr Cao
- La scatola
- Biscotti fatti in casa
- Un vecchio biglietto
- Che effetto fa cadere e poi rialzarsi
- Broadway 1450



"Nel temperamento americano c'è una qualità, chiamata RESILENCY, che abbraccia i concetti di elasticità, di rimbalzo, di risorsa e di buon umore. Una ragazza che perde il patrimonio, senza stare a commiserarsi si metterà a lavare i piatti e a fabbricare cappelli. Uno studente non si sentirà svilito lavorando qualche ora al giorno in un garage o in un caffè. Ho visitato l'America alla fine della presidenza Hoover, in una delle ore più tragiche della sua storia, quando tutte le banche avevano chiuso i battenti e la vita economica era ferma. L'angoscia stringeva i cuori, ma l'allegria e la fiducia splendevano nei volti di tutti. Ad ascoltare le frasi che si scambiavano si sarebbe detto che era tutto un enorme scherzo. E se qualche finanziere si gettava dalla finestra, non posso impedirmi di credere che lo facesse nella ingannevole speranza di rimbalzare". PAUL CLAUDEL
Mario Calabresi (Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.) - Figlio del commissario Luigi Calabresi, assassinato nel 1972 (quando Mario aveva solo due anni) , frequenta il corso di laurea in Storia presso l'Università Statale di Milano e l'Istituto per la formazione al giornalismo «Carlo de Martino» di Milano. Nel 1998 è all'ANSA come cronista parlamentare, nel 1999 passa a Repubblica[1], nella redazione politica. Dal 2000 al 2002 è a La Stampa, per la quale, da inviato speciale, racconta gli attentati dell'11 settembre 2001. Nel 2002 torna a La Repubblica, come caporedattore centrale vicario, e dal 2007 è corrispondente per il giornale da New York da dove racconta la campagna elettorale presidenziale del 2008. Il 22 aprile 2009, a 39 anni, è nominato direttore de La Stampa in sostituzione di Giulio Anselmi. È autore di Spingendo la notte più in là (2007), libro dedicato alle vittime del terrorismo (dal quale è stato tratto uno spettacolo teatrale interpretato da Luca Zingaretti), ed è stato insignito nel 2002 del premio Angelo Rizzoli di giornalismo e nel 2003 di quello intitolato a Carlo Casalegno.È sposato e ha due figlie.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

E' vero, anche se ci sono stato per pochissimo tempo, anch'io ho visto negli americani un atteggiamento diverso rispetto alla vita e alle sue imprevedibili risorse, sono molto più ottimisti e cercano sempre una via d'uscita, certi che ci sia. Avere un atteggiamento propositivo a volte può aiutare moltissimo, anche per quella che per noi è la percezione della realtà.A volte crediamo e ci convinciamo che le cose vadamo male per il semplice fatto che lo sentiamo da tutti, lo leggiamo nelle prime pagine, lo ascoltiamo nei telegiornali in tv.Ma in realtà, basandoci solo sulla nostra esperienza personale, tireremmo le stesse conclusioni? In ogni caso il titolo del libro è piuttosto provocatorio, "La fortuna non esiste" è un messaggio che va oltre un semplice titolo di un libro. Definisce probabilmente che siamo noi i protagonisti assoluti della nostra vita, che possiamo cambiarla (in meglio o in peggio), possiamo influenzarne il suo corso, possiamo modificarla, possiamo immaginarla, ma possiamo davvero realizzarla per come vorremmo?In realtà quanto possiamo incidere e quanto possiamo decidere concretamente?Davvero, per usare un comune modo di dire, si raccoglie ciò che si semina?A volte penso proprio che ci siano delle cose che sfuggono totalmente al nostro controllo, che purtroppo non possiamo plasmare sempre tutto come vorremmo, che a volte qualcosa più forte di noi decida senza interpellarci (e non mi riferisco a Dio, faccio un discorso privo di interpretazioni religiose), è semplicemete il caso, quello che i Romani e i Greci chiamavano "il Fato". L'imprevedibilità è forse una delle cose per cui vale la pena di vivere, uno degli aspetti più belli della vita. A volte ci sentiamo persi e in pochissimo tempo ci si presenta l'occasione del riscatto.
Bisogna sempre credere in se stessi e negli altri, e nelle possibilità della vita, nel suo "calcolo delle probabilità". A volte non possiamo scegliere tutto, ma possiamo cercare di volgere a nostro favore ciò che non scegliamo. Secondo me, però, la fortuna esiste e a volte bisognerebbe averne.Non a casa la fortuna può cambiare molte cose, anche il film "YES MAN" con Jim Carrey lo dimostra. (J.)

Anonimo ha detto...

sarà anche così, però un pò di culo (non dico fortuna) nella vita non guasta mai.
(A)

zetetesformazione ha detto...

La mia domanda è questa: avera la forza di rialzarsi dopo essere stato buttato a terra, dopo che ti sembra di non far parte più di questo mondo, dopo che tutti sembrano ostili, quando le speranze sono ridotte ad un lumicino, quando nessuno (o quasi) vuole più ascoltarti, ecc... NON è una FORTUNA ESSERE NATI COSì RESILIENTI...?
Grazie Dante per i tanti spunti.
Abbi gioia
Giannicola

Dante ha detto...

carissimo giannicola, è vero, noi possiamo predisporci al futuro ed andare incontro alle avventure della vita, ma diciamoci la verità certe volte non basta ed un colpo di fortuna può aiutarci...e ben venga...