lunedì 19 maggio 2014

"Per fare un Manager ci vuole un fiore" di N.Branca

Meditazione e Impresa, due “mondi” così distanti fra loro, così come ci viene
tramandato da errati luoghi comuni legati al “mondo del business”. Ma è proprio così? A mettere in discussione il sistema è Niccolò Branca, presidenete e A.D. della Branca International SpA, autore del libro “Per fare un manager ci vuole un fiore”.
Branca però, non si limita ad enunciare teorie, no va dritto al cuore del problema (e del lettore) grazie alla sua esperienza ed alla sua Volontà di migliorare la sua azienda, donandole una nuova “anima”, forse per un periodo smarrita; riscoprendo e valorizzando quei Valori che l’hanno resa famosa ed apprezzata in tutto il mondo.
“La crisi esterna che stiamo vivendo: economica, sociale, ecologica, culturale non è altro che la proiezione della crisi che è dentro di noi… Cambiando noi stessi cambieremo il mondo”.
Branca ne è convinto: inizialmente attraverso la meditazione olistica ha scavato dentro di se per ritrovare il “Suo Essere”, poi ha trasferito il suo modo di essere e vivere alla sua azienda; dapprima nella filiale Argentina e successivamente, una volta rientrato in Italia, a tutto il Gruppo.
Certo, chiamarsi Branca ed essendo AD del gruppo lo ha aiutato, ma sicuramente non facilitato: molte persone erano ancora legate ai classici stereotipi economici, alle regole del “si è sempre fatto cosi”. Branca è riuscito a smantellare dalla sua azienda il dogma del “profitto infinito” giusto in tempo, infatti la sua azienda non è stata colpita (se non in parte) dalla grande crisi che sta colpendo in questi anni il mondo occidentale.
Una bella storia che ci può dare lo spunto per cambiare noi stessi, il nostro posto di lavoro ed il mondo che ci circonda.
Un grazie all'amico Massimo B. che mi ha consigliato questa bella ed interessantissima lettura.

PER FARE UN MANAGER CI VUOLE UN FIORE (ed Mondadori) – Come è possibile dedicarsi seriamente alla ricerca spirituale continuando a vivere una vita attiva? Come si può conciliare il silenzio dell’interiorità con il frastuono dell’azione? Dove è l’equilibrio tra l’anelito della semplificazione e l’imperiosa richiesta di creare del reddito? Qual è la strada per rinunciare all’ego, senza per questo rinunciare all’Essere? Decidere di assumere la direzione  di un’azienda è una scelta compatibile con la pratica della meditazione? Niccolò Branca sostiene che queste domande hanno una risposta concreta e a portata di mano: la soluzione è paradossale, fondere gli opposti dell’equazione mediante lo sviluppo della coscienza e dell’autoconsapevolezza. In “Per fare un manager ci vuole un fiore”, Niccolò Branca ha il coraggio di sfidare il dogma occidentale del profitto infinito, senza sostituirlo con altri obiettivi utopistici di tipo spirituale. In una società complessa come la nostra la sfida sta proprio nel riuscire ad applicare la consapevolezza, sviluppata grazie alla meditazione, per creare si profitto ma un profitto che abbia come suo fondamento e corollario la felicità e il miglioramento delle condizioni di vita di tutte le persone  coinvolte nel processo produttivo. Un libro che ha il coraggio di essere dissonante e al tempo stesso coinvolgente. Un libro pieno di passione  e di conoscenza, capace di fare credere che un mondo migliore sia possibile a partire dalle nostre scelte quotidiane.

NICCOLO’ BRANCA è presidente e amministratore delegato della holding del Gruppo Branca International S.p.A. dal 1999. A partire dai primi anni novanta si dedica alla pratica meditativa che lo porta a integrare dimensioni umanistiche all’interno di una leadership imprenditoriale.  

2 commenti:

Simone Nola ha detto...

Le riflessioni avanzate da Niccolò Branca gettano le basi per una attenta e meditata lettura del suo libro.
Lo consiglio a tutti.

Dante ha detto...

grazie mille simone :)