lunedì 5 ottobre 2009

Siete una banda di INCAPACI - 2° parte




Faccio seguito al post precedente che illustrava ed introduceva il tema del libro "Siete una banda di INCAPACI", non mi addentro nei particolari per non togliere la curiosità di chi vorrà leggerlo, ma colgo questa occasione per condividere con voi tre messaggi che l'autore Bradberry considera fondamentali. Leggendoli qualcuno di voi penserà "sono sempre le solite cose", da un lato anch'io ho pensato la stessa cosa; ma poi, rileggendoli bene mi sono accorto che pur conoscendoli ed avendoli letti più volte, difficilemente vengono applicati nella vita di tutti i giorni, ed è per questo che è bene rileggerli ed allenarsi giorno per giorno.

tratto dal libro "Siete una banda di incapaci!" di Travis Bradberry
1) Aspettative definiteAssicurati che i dipendenti facciano le cose giuste nel modo giusto. Questo significa analizzare accuratamente quello che sarà richiesto ai dipendenti e come la loro prestazione sarà valutata in futuro, e ottenere il loro consenso e il loro impegno a lavorare per raggiungere gli obiettivi prestabiliti. c'è una grossa differenza fra il dire alle persone quello che ci si aspetta da loro e assicurarsi che abbiano capito del tutto quello che devono fare.2) Comunicazione efficace
Osserva ciò che i dipendenti dicono e fanno
e parla apertamente con loro del loro lavoro. L'interazione del manager con i propri dipendenti genera le risorse, le indicazioni e l'apprezzamento di cui i dipendenti hanno bisogno per avere successo. La comunicazione è efficace quando è frequente
e fa ricorso a un linguaggio che tutti comprendono.3) Controllo della performanceFai attenzione alla performance di ogni dipendente e lodalo con la stessa frequenza e la stessa enfasi con la quale gli fai le critiche costruttive. Controllando la performance aiuti la tua squadra a ottenere risultati migliori e a correggere gli errori.

venerdì 2 ottobre 2009

"Siete una banda di INCAPACI ! "



"Siete una banda di INCAPACI!" di Travis Bradberry

Purtroppo ci siamo passati tutti: c'è un problema in ufficio e, invece di confrontarsi con gli altri per trovare una soluzione, il capo piomba giù, dà a tutti degli incapaci, sbraita ordini a destra e a manca e poi se ne va, lasciandoci lì a risolvere la situazione da soli. I "manager gabbiani" si trovano in qualsiasi ambiente di lavoro e magari è capitato anche a noi, qualche volta, di comportarci così. Come affrontarli? E come imparare a non cadere nei loro stessi errori?

Attraverso la divertente storia del gabbiano Charlie, che non riesce più a gestire il suo stormo come ha sempre fatto, alzando la voce e agitando le ali, Travis Bradberry ci svela le tre virtù dei grandi manager: chiarezza nelle aspettative, grande comunicatività e attenzione ai risultati. Come acquisire queste virtù? Ce lo mostrano il fiducioso Scott, la tranquilla Maya, il pratico Yufan e il timido Alfred, applicando il metodo che l'autore ha insegnato a migliaia di persone e organizzazioni per aiutarle a gestire simili capi e, cosa altrettanto importante, a evitare di comportarsi come loro. Una favola semplice e illuminante che ci regala una lezione preziosa, per diventare più produttivi, smettere di scaricare i problemi addosso agli altri e collaborare in modo efficace con i "gabbiani urlanti" che ci circondano, riconoscendo i meriti di chi fa un buon lavoro e sostenendo chi sbaglia affinchè impari dai propri errori.

Travis Bradberry: è presidente e cofondatore di TalentSmart, una società di consulenza che studia le forme di eccellenza individuale e di performance aziendale, collaborando con moltissime imprese prestigiose. Conferenziere, formatore e autore di volumi di successo, vive a San Diego, in California (www.squawbook.com)


martedì 29 settembre 2009

I limiti secondo Michael Jordan


"I limiti, come le paure, sono soltanto illusioni da superare."

Michael Jordan


''Limits like fear are always an illusion'', Hall Of Fame 2009, MJ

La vita secondo Cronin



Tratto da "Chi ha spostato il mio formaggio?" di Spencer Johnson

"La vita non è un cammino
semplice e lineare
lungo il quale possiamo procedere
liberamente senza intoppi,
ma piuttosto un intricato labirinto,
attraverso il quale dobbiamo trovare
la nostra strada, spesso smarriti e confusi,
talvolta imprigionati in un vicolo cieco.

Ma sempre, se abbiamo fede,
si aprirà una porta:
forse non quella che ci saremmo aspettati,
ma certamente quella che alla fine
si rivelerà la migliore per noi".
(A.J. Cronin)


Chi è A.J Cronin?: http://it.wikipedia.org/wiki/Cronin

lunedì 28 settembre 2009

Sorridi...


"Sorridi sempre, anche se è un sorriso triste, perché più triste di un sorriso triste c'è la tristezza di non saper sorridere".

(Jim Morrison)

domenica 27 settembre 2009

"Il vaso rotto..."


Un portatore d'acqua, in Cina, portava sempre due grandi vasi che pendevano alle due estremità della canna che portava sulle spalle.

Uno dei vasi aveva una crepa mentre l'altro vaso era perfetto e conteneva, fino al ritorno a casa dell'uomo, una porzione intera di acqua.

Alla fine della lunga camminata dal fiume alla casa, il vaso rotto arrivava con solo la metà dell'acqua con cui era stato riempito la mattina.

Per due anni interi questa storia andò avanti ogni giorno, con l'uomo che riportava a casa solo un vaso e mezzo di acqua.

Naturalmente il vaso perfetto era orgoglioso di quello che riusciva a fare, mentre il povero vaso con la crepa si vergognava della sua imperfezione e si sentiva in colpa di poter compiere solo metà del compito per il quale era stato fatto.

Dopo due anni di quello che il vaso percepiva come un amaro fallimento, un giorno parlò al portatore di acqua, giù al fiume:
"Mi vergogno di mestesso: a causa di questa crepa l'acqua gocciola fuori per tutta la strada e prima di arrivare alla tua casa metà del mio contenuto è andato perso".

Il portatore d'acqua rispose al vaso:
"Hai notato che solo sul tuo lato delsentiero ci sono dei fiori e non ci sono invece sul lato dove sta l'altrovaso?

Questo perché ho sempre saputo del tuo difetto ed ho piantato semi di fiori lungo tutto il sentiero, sul tuo lato. Ogni giorno quando torniamo verso casa, tu li innaffi. Per due anni ho potuto raccogliere questi fiori per decorare la mia tavola.

Se tu non fossi esattamente cosìcome sei, non ci sarebbero questi bellissimi fiori a rendere accoglientela mia casa".

Morale: ognuno di noi ha dei difetti unici e particolari. Siamo tutti deivasi rotti. Ma sono le crepe e i difetti che rendono le nostre vite cosìvarie, interessanti e gratificanti. Bisogna solo prendere ogni personacosì com'è e cercarne il lato positivo. Dobbiamo iniziare a farlo con noistessi, accettando i nostri pregi e difetti.

lunedì 21 settembre 2009

Gandhi



"Non è la ricchezza che rende grande un uomo ma la sua umiltà"


Mahatma Gandhi